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Le piante che aiutano nella cura dei denti: la liquirizia (Glycyrrhiza)

Il genere Glycyrrhiza di cui fa parte la ben nota liquirizia si compone di erbe perenni che raggiungono fino a un metro di altezza ma che che possono prendere forma piccoli arbusti (frutici).
E’ la radice, detta rizoma, che può raggiungere anche due metri di lunghezza, a venir usata in erboristeria per i suoi principi attivi, ma anche in cucina e nella produzione di liquori.

L’uso della Glycyrrhiza glabra prevale nella tradizione erboristica europea, mentre quella cinese prediligie la Glycyrrhiza uralensis, per questo detta liquirizia cinese. Gli indiani d’America invece utilizzavano nella propria medicina la liquirizia americana (Glycyrrhiza lepidota), di cui alcune tribù utilizzavano anche le foglie. In Italia crescono spontaneamente la Glycyrrhiza glabra e la Glycyrrhiza echinata.

La liquirizia nella cura della carie

Da tempo utilizzate in erboristeria come armonizzatirori, la liquirizia cinese e la normale liquirizia, hanno molteplici caratteristiche benefiche sfruttate dalla moderna fitoterapia. A livello profilattico è interessante la loro attività anticariogena. Infatti, studi in vitro hanno dimostrato che entrambi i tipi di liquirizia svolgono un’attività antibatterica eliminando lo Streptoccoco mutans, che è tra le principali cause di carie.
Ulteriori studi, svolti su umani, hanno dimostrato che l’assunzione di liquirizia (per esempio sotto forma di lecca-lecca) due volte al giorno per una decina di giorni porta ad una diminuzione dei livelli batterici nella bocca.

Scegliendo gomme da masticare o caramelle alla liquirizia, avrete il duplice effetto di gustare uno spuntino dolce e fare qualcosa di buono per la vostra salute dentale. Ricordatevene la prossima volta che vi viene voglia di qualcosa di dolce!